Oggi è Donatella Salvatori a raccontarci il suo Natale de ‘na volta. Un cuore grande il suo, presidente della consulta comunale del volontariato e vice presidente dell’associazione Beatrice, Donatella ha scelto di condividere con noi pensieri e ricordi del suo Natale di un tempo passato.
Ogni Vigilia era magica. C’era l’albero con le luci, le palle e la punta sempre in verità un po’ storta. L’odore delle frittelle della nonna si diffondeva in tutta la casa. Ricordo ancora il sapore intenso e il mal di pancia per averne mangiate troppe. La mattina continuavamo a mangiarle fredde, mia madre brontolava e mio padre rideva. Io e mia sorella ci sforzavamo nel cercare i nascondigli dei regali.
I nostri genitori, strateghi, il 24 dicembre, riuscivano a metterci a nanna senza aver scoperte le loro carte. La mattina il rumore della carta da regalo ci dava una gioia immensa. Mio padre non lo sa, ma mia madre spesso spifferava prima i regali che ci avevano fatto, per farci intendere che ci aveva pensato lei. Io regali frivoli e mia sorella, maschiaccio, voleva sempre i soldatini che acquistavamo da Pagano, un mito. C’era sempre il necessario pantalone nuovo, un paio di guanti di lana, un cappello e un maglione nuovo. Il Natale passava così felicemente, dopo il dovere della Santa Messa, a giocare con i doni nuovi e in attesa del pranzo. A pranzo non mancava mai l’antipasto, la lasagna, l’arrosto, il torrone Sperlari e il panettone Motta o Alemagna. E poi il mitico pandoro di Verona. Si iniziava a giocare a carte, e quando nel piatto c’era qualche lira di più scattava la competizione; guarda caso vincevano sempre i ragazzi. E poi la tombola, ogni numero rivisitato dalla nonna trasteverina che ribattezzava tutto con il suo dialetto. E la zia che si offendeva se non vinceva, fantastica! E poi c’era la befana dell’azienda dove lavorava mio padre. Eravamo fortunate, a luglio sceglievamo i doni e a dicembre, al cinema pidocchietto, un collega di mio padre, che noi riconoscevamo sempre, ma facevamo finta di nulla, ce li consegnava con tanto di foto ricordo. Sono ricordi che scaldano il cuore, adesso il cuore ce lo scaldano i nostri figli e per fortuna i nostri genitori ancora presenti.
Buon Natale, di pace e tradizione.
Donatella Salvatori