Nel giorno di Natale, è il nostro caro Don Flavio Valeri, parroco della parrocchia del Sacro Cuore, a confidarci e affidarci i suoi ricordi di bambino. Buon Natale a tutti🎄🎄
Erano altri tempi, ma il ricordo è ancora vivo nonostante l’età e il ministero sacerdotale che svolgo da 36 anni. È vero, erano altri tempi – sto parlando degli anni ’60 – quanto belli però, significativi, e preziosi quando ci si torna con la memoria!

Mi viene chiesto di descrivere il Natale che ho vissuto da bambino, in un periodo in cui la festa era molto sentita anche a motivo del contesto cristiano che animava e sosteneva la società. Oggi, purtroppo, con il dinamismo mercanteggiante che sovrasta le idee e le persone, sarebbe impensabile se non impossibile riviverlo con quello spirito, anche se alcune tradizioni rimangono conservando il loro valore. La preparazione al Natale iniziava l’8 dicembre quando si costruiva il presepe, coprendo scrupolosamente il Bambinello, che veniva posizionato da ultimo nella scena. Nei giorni precedenti, con papà si andava in campagna alla ricerca del muschio e nelle botteghe del paese per acquistare qualche nuova statuina che appariva affascinante nel suo portamento. Le casette, di solito, le costruivamo noi con cartoncini o pezzi di legno rimediati qua e là; la grotta della Natività, invece, con i sassi rimediati in giardino. Accanto al presepe brillava l’albero illuminato e decorato, segno di quell’albero della vita – così ci insegnavano i genitori – che si era spento dopo il peccato originale e si era riacceso con la nascita di Gesù. Non era nostra abitudine partecipare alla Messa di mezzanotte. Io e i miei fratelli e sorelle eravamo ancora piccoli. Era sostituita però da una sorta di liturgia familiare: a mezzanotte in punto, i genitori ci svegliavano e ci invitavano a cantare “Tu scendi dalle stelle” perché Gesù che nasceva, rispondendo alle nostre letterine, aveva preparato dei doni per noi. Facile immaginare che il risveglio fosse immediato, sapendo ciò che ci attendeva! Dopo il canto, infatti, scendevamo di corsa dal letto e contenti aprivamo i regali che nel frattempo papà e mamma (ma noi lo ignoravamo) avevano collocato sotto l’albero. Non mancava la preghierina di ringraziamento di ognuno davanti alla grotta del presepe prima di tornare a dormire. Il giorno di Natale la famiglia partecipava alla Messa e, al termine, salivamo con tutti gli altri in processione all’altare per baciare il Bambinello. Seguiva il pranzo, buono e abbondante, e la tradizionale tombolata. Anche l’Epifania era una festa tanto attesa. Ricordo che il 5 gennaio eravamo tutti presi dal cercare nei dintorni di casa la paglia da mettere sui davanzali delle finestre per rifocillare i cammelli dei Magi che, ci dicevano, sarebbero passati anche da lì. Posizionata da noi bambini prima di andare a dormire, era una sorpresa non trovarla più il mattino seguente. Trovavamo, però, appesa al camino della cucina, la calza della befana con caramelle e mandarini. Fortunatamente, non ci è mai capitato di trovare il carbone (che io ricordi, quello di zucchero ancora non era stato “inventato”), anche se nei giorni precedenti la festa, scherzosamente, fioccavano i pronostici su chi di noi avrebbe potuto trovarne… e in abbondanza.
Don Flavio Valeri
…….Caro don Flavio, che bei ricordi riaffiorano in mente dai suoi pensieri. Qualche anno più in là dei Suoi……..ma i ss. Natali di quegli anni ’60 li ho vissuti similmente come da Lei descritti. Bellissimi ricordi…..e con poco ci sentivamo molto felici in famiglia nell’attesa del Natale e delle festività seguenti. Con viva cordialità, Auguri di buon Natale e buon anno. Aldo Carlini