Il Natale de ‘na volta?
Ricordi che pesano come macigni.
Gioie legate a quelle stesse persone che me le hanno donate e che ora ne ho nitida l’immagine ma inizio a dimenticarne la voce.
Giuseppe Ungaretti direbbe:
*Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade*.
*Ho tanta stanchezza sulle spalle*.
Ma il Natale arriva, ti avvolge, ti travolge, ti sconvolge, come un’onda del mare; puoi mettere la testa sotto, ma ti viene a cercare e ti tira fuori l’anima.
Allora mi ci tuffo dentro ma con la testa fuori, lo voglio respirare, sentirne gli odori e i sapori.
Voglio donare quelle stesse gioie a chi ha preso il mio posto da bambino.
La prima spallata me l’hanno data le figlie e l’ultima spinta è arrivata dal nipotino.
Quest’anno sono definitivamente “cascato dal banchetto”.
Un dono e un affetto che vanno a compensare quelli che ho incisi nel nastro della vita, che immancabilmente riavvolgo in questi giorni.
Addobbi, piatti, dolci e ricette si ripropongono ogni anno, ma più passa il tempo e più diventa fondamentale la tavola. Quella tavola su cui ci si ritrova festanti, ci si siede in ordine di grado, e silenziosamente ci si conta.
Ma la tristezza non può vincere.
Era festa ‘na volta e deve essere festa anche oggi.
Buon Natale a tutti.
Rodolfo Valentino