Dark Light

di Cristina Pallotta


Babbo Natale e la Befana esistono davvero. O almeno ci si organizza in casa e mentalmente come se arrivassero davvero. Succede così da quattro anni a questa parte. E a forza di dirlo a tua figlia, un pochino ci credi anche tu. Torni a crederci anche tu a quella magia che solo il Natale sa regalare. 
Poi in un attimo finisce tutto. Quell’attesa, il bello di quell’attesa che ti accompagna in un crescendo per un intero mese, di colpo finisce. Un po’ come la fiaba di Cenerentola, che alla mezzanotte l’incantesimo svanisce.  Le luci  degli alberi di Natale nelle case si spengono. Così le luci nei giardini e sui terrazzi. Gli addobbi sulle finestre delle scuole vengono tolti. Le luminarie per le vie non verranno più accese. E un giorno, tornando dal lavoro, sai già che quelle luci, che hanno illuminato le vie del centro, come sono comparse, se ne saranno andate. C’è sempre un po’ di nostalgia quando le feste di Natale finiscono. È come una parentesi ben delineata all’interno dell’anno. Una parentesi che si apre il 1 dicembre e si chiude la sera del 6 gennaio. Un mese che vola tra addobbi, dolci, regali, abbuffate, buoni propositi, auguri seriali sui telefoni a cui puntualmente non rispondi.

Non c’è niente da fare. Quando le feste finiscono per un attimo torni col pensiero a quando eri piccola. A quando finivano le vacanze e il giorno dopo si tornava a scuola. Un groppo alla gola e quel senso di nostalgia che non ti lascia.

E allora la sera del 5 gennaio ti soffermi qualche minuto di più dietro al vetro della finestra a guardare quelle luci. E pensi che anche queste feste se ne stanno andando. Poi accenni un sorriso. Istintivamente guardi il cielo. Andiamo al letto. Tra poco passa la Befana.

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