Dark Light

Ad aprire questa rubrica natalizia è l’artista Lidia Bachis.

Hanno provato ad abolirlo, l’augurio nientemeno, Buon Natale, troppo poco inclusivo. Non è l’incipit di una poesia di Gianni Rodari, o un libro di Isacc Asimov, ma un documento della Comunità Europea, una “lista” sulle espressioni da usare per non urtare la sensibilità di nessuno. E dentro la lista c’è finito anche il Natale, una sorta di regalo per tutt* i politically correct. Il testo è stato ritirato per fortuna. Per quest’anno possiamo ancora farci gli auguri. Il Natale non è solo una celebrazione della comunità cristiana e il giorno più atteso dai bambini, non solo europei, ma anche dei nonni, genitori, fidanzati, fratelli, cugini, amici, una lista lunghissima. È il giorno in cui esprimi un desiderio, scrivi una letterina, accendi le luci, fai un albero bellissimo e colorato, il presepe, indossi dei maglioni rossi con le palle di neve imbarazzanti, guardi dalla finestra e speri che scenda la neve. Ascolti le canzoni e le canti. E anche se sei il Grinch, alla fine sotto sotto ti commuovi e ti ricordi di quando anche tu sei stato un bambino.

Lidia Bachis alle elementari
La città si vestiva a festa, i balconi erano illuminati, la musica degli zampognari arrivava fin dentro casa e il pandoro a colazione era buonissimo.
Quando ero piccola, la notte prima di Natale, io e i miei fratelli andavamo a letto presto, certi che la mattina seguente avremmo trovato il nostro desiderio dentro una scatola bellissima, perchè la scatola è importante, più importante del contenuto. Rossa o azzurra con un grande fiocco d’oro, la certezza che i tuoi genitori, non solo ti vogliono bene, ma li dentro ci hanno messo tutto, l’amore, la fatica, i problemi, la stanchezza, le preoccupazioni, questo lo scopri da grande. Quel pacco sotto l’albero, nascosto dentro l’armadio nella camera dei tuoi, lo vai di nascosto a guardare ogni giorno, per accertarti che sia vero. Ecco invece di abolirlo, il Buon Natale, insieme al presepe, al crocifisso alla recita, lo raddoppierei, lo darei in dono a tutti, bambini e adulti, perché l’amore va condiviso e non esclude nessuno. Buon Natale.
Lidia Bachis
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