Dark Light

Una bellissima fotografia del Natale di 60 anni fa in famiglia. A scattarla e regalarcela è una persona molto conosciuta e amata in città, sempre sul campo quando si parla di solidarietà. Ecco il Natale de ‘na volta di Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore.

Erano belli i Natali in via del Suffragio 26. Quelli dei primi anni ’60. Vivevo in una piccola casa nel cuore di Viterbo, e, ai miei tempi, i regali li portava “esclusivamente” la Befana. E quelle notti del 5 gennaio erano piene di tutto: gioia, attesa, eccitazione, speranza. La speranza che la “dolce vecchietta volante”, dopo essersi rifocillata con quel pezzo di pane e il formaggino lasciati sotto la cappa della stufa a legna, avesse letto bene la mia letterina: la maglietta della mia Inter era quella delle coppe, bianca con una striscia diagonale nerazzurra, non quella a strisce verticali! Ma l’orologio del Natale cominciava a battere molti giorni prima, quando mio padre, il maresciallo, decideva che in quella sala-camera da letto-stanza dei compiti e del carosello non poteva mancare il presepio. E magicamente lo spazio si dilatava ospitando pastori, pecorelle, re magi, angeli e – addirittura – un’altra Famiglia, un pò più “sacra” della nostra. Era tutto molto semplice, genuino, di una bellezza straordinariamente naturale ed elementare. Ma i tempi non erano facili e i genitori di quella generazione erano, in gran parte, dei super eroi. E che dire del giorno di Natale!

Da sinistra la sorella Giusy, il cugino Pierpaolo e Domenico

Con mio cugino Pierpaolo, quello con il cravattino, eravamo i bambini più felici del mondo, anche se la messa, quella che durava più del solito, non era eludibile: don Sebastiano ci aspettava a San Giovanni in Zoccoli! Però, superato questo momento di “affanno”, il protocollo natalizio prevedeva il grande pranzo di mamma Elena con l’obbligo dei tortellini in brodo e un super pomeriggio dedicato alla tombola. A volte ci raggiungevano dei vicini di casa, amici di famiglia e tutto sembrava perfetto. Le “bucce dei mandarini”, le “gambe delle donne”, la “paura”, l’intramontabile ambo e per finire sua altezza la TOMBOLA fatta quasi sempre di 100,50,20,10,5 lire. E mia sorella Giusy che se non vinceva…

Buon Natale!

Domenico Arruzzolo

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