Il racconto di Andrea De Simone, Segretario provinciale di Confartigianato imprese VITERBO
Passa sant’Andrea. Ecco la fine di novembre, si avvicina il solstizio d’inverno, le notti si fanno sempre più lunghe e fredde. Già dalla metà del mese le vetrine delle migliori pasticcerie di Viterbo mostrano i “pesci di sant’Andrea”, dolci di cioccolato incartati con una stagnola luccicante e di vari colori.

Arriva la sera del 29 e qui i ricordi volano indietro all’inizio degli anni 80. Bisognava andare a dormire presto dopo aver lasciato un piattino vicino alla finestra della cucina, appena accostata, per far entrare sant’Andrea. Il sonno non arrivava nella speranza di poterlo sentire. Chissà a che ora arriverà proprio da me? Ma ce la farà a entrare in tutte le case? Ma niente. Alla fine crollavo sempre prima che lui entrasse.

La mattina allora sveglia presto, di corsa in cucina, e su un vassoio d’argento due pesci, uno per me e uno per mio fratello.

Il mio incartato quasi sempre color oro e di cioccolato rigorosamente fondente, poi, chiamandomi Andrea, c’era sempre anche un regalo e il calendario dell’avvento da attaccare in camera.

Il giorno dopo sarebbe iniziato finestrella dopo finestrella il conto alla rovescia per la notte del 24. A pranzo non mancava la torta di mele (ancora oggi tra i miei dolci preferiti). Il giorno di Sant’Andrea faceva iniziare per magia il periodo delle feste di Natale. Eh già, quando le feste iniziavano dappertutto il giorno dell’Immacolata, noi avevamo il “privilegio” di iniziare prima. E allora solo dal 30 novembre si vedevano dai balconi delle case e nelle vetrine le prime luci accese, a casa si iniziava con l’albero e il presepio con tanto di passeggiata sui cimini a fare il vellutino. Arrivavano le uniche domeniche dell’anno con i negozi aperti e scattava la corsa verso L’okay, che magia un supermercato su 4 piani aperto addirittura nei giorni di festa e dove si rischiava di incontrare, udite udite, anche babbo Natale. Devo dire che anche oggi, a 47 anni suonati, il 30 novembre conserva quella magia particolare che mi fa sentire più viterbese degli altri giorni. Sì, perché al di là delle mura, che ne sanno del pesce di sant’Andrea? E mi piace pensare che anche i bambini del 2021, che a 3 anni giocano con il tablet e fanno le video chiamate, possano ancora meravigliarsi se la mattina del 30 novembre troveranno vicino la finestra un colorato pesce di cioccolata. È passato sant’Andrea.