17 giugno.
La mia Smemoranda è piena di ricordi di quest’anno scolastico che sta per finire.
Le foto del Gran Galà al Buratti, il pranzo dei 100 giorni.
Domani c’è la prima prova, ma la vera paura è per lo scritto di greco.
Sulla scrivania, il Rocci è aperto tra mille post-it. Sul letto il libro di versioni è pieno di appunti a matita, frecce scritti velocemente.
L’aria è quella tipica di inizio estate, tiepida e profumata di gelsomino, come solo al Principato sa essere.
Qualche motorino passa veloce sotto casa. Sì, è già estate piena, ma per me ancora no.
Il mio BlackBerry vibra sul comodino “Domani ce la caviamo con una passeggiata, ma se esce Platone?!”
Sorrido.
Controllo Messenger. La connessione va lentissima, ma riesco a vedere un cuoricino. È il mio “in bocca al lupo” che aspettavo per domani.
Nelle cuffiette dell’MP3 girano Tiziano Ferro, Vasco e Venditti.
Respiro.
È il 2008.
Sospesa tra l’ansia e i sogni futuri.
Questa è la mia notte prima degli esami, interminabile e tanto attesa.
Martina Minchella