Dark Light

Zona rossa. Gennaio 2021. Vi ricordate quel meraviglioso videoclip girato all’interno del Teatro Unione sulle note de La voce del silenzio? Eccomi qui con Donatella Pandimiglio, l’artista che ha interpretato il brano e che ci ha fatto emozionare durante il lockdown. Di quel videoclip divenuto virale e dei teatri vuoti ne ho parlato nella mia tesi di laurea Distanti ma connessi – Gli usi sociali del web durante la pandemia, discussa all’Università degli Studi della Tuscia lo scorso 13 luglio. Ne riporto uno stralcio, insieme all’intervista che per l’occasione mi ha rilasciato Donatella Pandimiglio, un prezioso contributo che ha arricchito il mio lavoro di ricerca e memoria.

Il teatro dell’Unione, gli eventi in streaming e il videoclip virale sul web

[Siamo sempre a Viterbo. Dopo il primo lockdown della primavera del 2020 si assiste a un periodo in cui si alternano divieti più o meno rigidi, mesi apparentemente tranquilli dal punto di vista dei contagi per poi ricominciare tutto da capo, dopo l’estate, con il numero dei contagiati a Viterbo che arriva a raggiungere anche 87 casi in un giorno. In tutto questo che fine hanno fatto i teatri? Gli eventi all’interno dei teatri. Ecco allora che focalizzo la mia attenzione su un’altra realtà della città di Viterbo. Il teatro dell’Unione, costola del Comune di Viterbo, tra i teatri più belli d’Italia. Luogo del cuore di una comunità che ha tra i ricordi gli anni d’oro delle serate, delle feste e dei veglioni, eventi indimenticabili che hanno segnato un’epoca e più generazioni. Luogo simbolo per i viterbesi, e non solo per gli appassionati degli spettacoli che si svolgono al suo interno in occasione delle stagioni teatrali. Un luogo storico, che ha visto i più grandi attori alternarsi sul prestigioso e ambito palco in occasione delle numerose anteprime e prove generali nazionali che si sono susseguite negli anni 70/80, quando l’Unione faceva parte del circuito ETI – Ente teatrale italiano. Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, solo per citarne alcuni. Un luogo che «fu costruito per volere di un gruppo di notabili cittadini viterbesi che, capeggiati dal Conte Tommaso Fani Ciotti, nel 1844 si unirono, con un atto costitutivo, nella “Società dei Palchettisti”: il teatro prese nome proprio dalla loro “unione”» (Teatro dell’Unione, Valeria Fiorini, cit. La storia del Teatro dell’Unione, “teatrounioneviterbo.it”).
Ebbene, a marzo 2020 cala il sipario anche sul teatro dell’Unione. Un sipario pesante che segna lo stop di eventi in presenza. La pandemia ha interrotto gli spettacoli dal vivo. Teatri vuoti, sul palco attori senza pubblico. Eppure, all’interno dell’Unione, è accaduto qualcosa di importante. Ce lo racconta direttamente chi ha scelto proprio l’Unione per lanciare un grido di dolore per la chiusura dei teatri. Un grido che, attraverso i social, ha fatto il giro del mondo grazie a un’artista come Donatella Pandimiglio, cantante, attrice e vocal coach, che si è esibita sulle note del brano La voce del silenzio. Un brano che già nel titolo racchiude un grande significato…]

La voce del silenzio, dall’Unione il grido d’amore di Donatella Pandimiglio per il teatro

L’artista Donatella Pandimiglio, di origini viterbesi, conosciuta e apprezzata a livello internazionale, realizza un videoclip all’interno dell’Unione, durante il lungo periodo di chiusura dei teatri. La prima e molto probabilmente l’unica artista che attraverso la propria testimonianza ha interpretato e lanciato in quel momento storico il grido di dolore di tutti gli artisti in Italia e all’estero. Il video, pubblicato l’8 gennaio 2021, in zona rossa, fa il giro del mondo sul web. Tutto ciò testimoniato anche dai numerosi commenti pubblicati da parte illustri artisti, registi, critici televisivi e attori.

Donatella, qual è il messaggio che ha voluto lanciare attraverso questo videoclip, soprattutto in un momento storico così delicato?
Da mesi i teatri erano chiusi. Con La voce del silenzio ho voluto lanciare il mio grido d’amore per quella chiusura. Prolungata, sofferta. Un grido per rompere il lungo silenzio dei teatri vuoti e far tornare a vivere le voci di tutti gli artisti.

Si percepisce un’interpretazione diversa del brano rispetto al solito..
Lo è. È un’interpretazione diversa dal solito, perché diverso era il mio stato d’animo e il significato che volevo dare a quelle parole.

Un grido d’amore lanciato da un importante teatro come quello dell’Unione. Quando è stato realizzato il videoclip?
Dopo un primo sopralluogo tecnico logistico, abbiamo girato il video il 19 dicembre 2020. Il videoclip, realizzato grazie alla regia di Sara Cipollitti, è stato pubblicato l’8 gennaio 2021, in piena zona rossa. E proprio questo, a maggior ragione, ha creato una rottura potentissima. Ebbe un impatto fortissimo.

Che impressione le fa rivedere oggi quel video?
Sembra già una cosa lontana. Ma in quel momento, in quella nuova fase di isolamento che stavamo vivendo, fu un vero e proprio pugno nello stomaco.

Il suo video ha fatto il giro del mondo sul web..
Il web ha una grande forza e una grande potenza, mi hanno contattato da tutto il mondo. Sono molto legata a questo brano. E attraverso le sue parole ho voluto condividere con il mondo la mia percezione di quel momento, e al tempo stesso rappresentare lo stato d’animo di tutti gli artisti che come me soffrivano la chiusura dei teatri.

{Distanti ma connessi – Gli usi sociali del web durante la pandemia – Università degli Studi della Tuscia, Corso di laurea magistrale in Filologia moderna} 

 

 

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