Dark Light

Sono nato a Viterbo, nel quartiere San Faustino, nel solstizio d’estate, proprio nel momento in cui il mondo scopriva il secondo conflitto mondiale. L’Italia, invece, lo avrebbe scoperto un anno dopo, nel 1940, ma la mia infanzia, e quindi anche i primi Natali della mia vita, sono stati scanditi dal ritmo del conflitto, dalle sirene che annunciavano le bombe, dalle corse nei rifugi.

Il mio Natale de ‘na volta è per la verità quello di un mondo che non esiste più. Perché gli anni passano, i ricordi sbiadiscono e le abitudini cambiano. Quello di quando ero piccolo era un Natale dove i regali per i bambini non erano neanche minimamente paragonabili alla vastità dei beni disponibili oggi, ma consistevano per lo più in cioccolata e dolci. Non so dire se fosse meglio o peggio, ma so però che il mio Natale era felice. E lo era anche la vita semplice nel microcosmo di San Faustino, dove il babbo e la mamma avevano il forno che sarebbe diventato poi il fulcro anche della mia vita.

E mi piace quando incontro persone che mi dicono di ricordare ancora l’odore e il sapore del pane e della pizza appena sfornati…

I maccheroni con le noci, l’aringa marinata, il baccalà: a Natale ci riunivamo tutti a casa, con i miei fratelli Enzo e Anna Rita e le zie Bruna e Romilda, con parenti e amici che il mio babbo Duilio amava avere vicini. Un uomo semplice, un uomo buono che, nel breve tempo che la vita ci ha concesso di vivere insieme, mi ha insegnato il valore del lavoro e del sacrificio, insieme a quella grande donna che è stata mia mamma Clotilde. Il nostro forno non si spegneva mai e la mia famiglia non si riposava in verità neanche a Natale, perché la mattina le donne del quartiere venivano a cuocere gli arrosti per il pranzo. Però poi dopo aver mangiato si giocava a tombola e a carte e per noi bambini era festa grande.

Oggi che le mie primavere sono un bel numero e che tanti passaggi del passato sfuggono ai miei ricordi, per me diventa Natale ogni volta che passo tempo prezioso con i miei nipoti, Linda, Elena e Alessandro. Natale significa vita e loro sono la mia. A Natale e sempre.

Mecuccio Celestini

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