Mi hai tenuto per mano, l’altra sera, mamma. Ti ho portato con me. Davanti la Macchina. Insieme a Santa Rosa. Mi hai accompagnato per tutto il Trasporto. E per la prima volta non ho pianto. Nemmeno una lacrima. Come ti avevo promesso. Nemmeno davanti al tuo nome scritto alla base di Gloria insieme ad altri viterbesi che se ne sono andati. Nemmeno quando ho accarezzato il tuo nome. Nemmeno davanti alla basilica di Santa Rosa, quando i facchini stavano per posare Gloria e io mi sono ritrovata a ripetere sottovoce “mamma, mamma, mamma”. Nemmeno quando in diretta ho chiesto a Raffaele Ascenzi dell’idea dei nomi delle persone care apposti sulla sua e nostra Gloria. Sapevo che eri con me. Che c’eri. Più di ogni giorno. Ti ho sentita vicina come non mai. Non ho pianto, mamma. Neppure quando sono arrivata a San Sisto, dopo essere uscita dall’ufficio e ho chiamato il babbo per dirgli dove stavo. Proprio come facevo con te tutti gli anni. Ma non è stato lo stesso. Quel nostro rituale, quel tuo incoraggiamento, quelle tue parole dolci, non ci sono state. Non ho pianto mamma. Nemmeno quando mi si è stretto il cuore alla fine del Trasporto. Dopo aver chiuso il collegamento a Santa Rosa. In quel momento in cui tutti gli anni prendevo il telefono da dentro la borsa per chiamarti e sentirmi dire tutte quelle belle parole che ogni volta mi dicevi. Da madre orgogliosa e fiera della propria figlia. Tutte quelle parole che mi facevano dimenticare la stanchezza e mi facevano sentire felice della tua felicità. Parole che mi ripetevi infinite volte la mattina del 4, quando venivo da te per raccontarti tutto della sera precedente. Parole che mi ripetevi nei giorni successivi, ogni volta che incontravi qualcuno che ti diceva che mi aveva visto in televisione. Lo ricorderò questo 3 settembre, mamma. Come ricorderò i giorni che lo hanno preceduto. I giorni della Minimacchina di Santa Rosa e di Elsa che ha voluto realizzare il suo piccolo grande sogno di diventare facchino del centro storico. Non ho pianto l’altra sera, mamma, perché tu eri come me. In ogni momento. Quella mano non me l’hai mai lasciata. E insieme siamo arrivate lassù, davanti alla sua chiesa. Insieme, io e te, lo abbiamo gridato. Forte. “È viva Santa Rosa!!”. Più forte che potevamo. Fino a farlo arrivare al cielo. Oltre gli angeli blu.❤️🌹
Settembre 6, 2023
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