Dark Light

Roma. Cristiana Cellini. Principessa. Papi e principi nell’albero genealogico. Marco Coccia, elettrauto, borgataro, figlio di un giornalaio. Niente in comune. Solo l’amore. Quello che nasce da un incidente. Un incidente reale. Lei, senza patente, alla guida di una Panda, prende in pieno lui, con la moto nuova di zecca.  Era il 1984 quando in tv trasmettevano Amarsi un po’. Nulla a che vedere con il brano di Lucio Battisti. Un giovanissimo Claudio Amendola e una bellissima Tahnee Welch si ritrovano sul set diretto da Carlo Vanzina, insieme a un elegantissima Virna Lisi, a un burbero Riccardo Garrone nel ruolo di principi, e a Mario Brega e a Rossana Di Lorenzo nei panni dei signori Coccia, i borgatari. È Mario Lavezzi a regalare parte della colonna sonora del film prodotto da Mario e Vittorio Cecchi Gori. https://youtu.be/1ueJukLEqNA Fa molto estate questo film. Come le canzoni che accompagnano quelle giornate afose tra campagna, mare e piscina dei nostri protagonisti. https://m.youtube.com/watch?v=fh7MbbeuHXo Alcune molto note, ascoltate e cantate come Fiore di maggio di Fabio Concato, Fotoromanza di Gianna Nannini, Se rinasco, a tre voci, quelle di Lavezzi, Bertè e Mannoia. https://m.youtube.com/watch?v=jJnZVdyw1xI https://m.youtube.com/watch?v=TrwJph70FGA O ancora, quella canzone che ti spedisce per direttissima in un’estate dei primi anni 80, che a ripensarci ti verrebbe voglia di rivivere anche solo per un giorno. Cindy Lauper e la sua Girls just wanna have fun. Un cult. https://youtu.be/PIb6AZdTr-A Ma non dimentichiamo brani come Guardandoti sfiorandoti dello stesso Lavezzi, o ancora, sempre sua, Maribilla, o Mediterranea di Giuni Russo. https://youtu.be/03K56-bajXkhttps://m.youtube.com/watch?v=xSpQ1iPAlwk E poi c’è una canzone che conosco io, Giulia e pochi altri. Giulia Fasolino intendo. L’interprete di Avrai. Che non ha nulla a che fare con Claudio Baglioni.  https://m.youtube.com/watch?v=B7qtjuw5srE La troviamo all’interno del film e in chiusura, quando Virni Lisi va a spiegare al genero, il neo sposo Felix, ricco nobile francese, con le valigie per il viaggio di nozze in mano, che sua figlia Cristiana si è sbagliata. Ha cambiato idea su quel matrimonio ed è corsa dal suo Marco, mezzo rotto dentro un letto di ospedale, vittima di un incidente (un altro) alle porte di Parigi, dopo essere partito da Roma, poche ore prima, per tentare di far saltare il matrimonio tra la sua principessa e l’insignificante nobile dalla r moscia. Le note di Avrai partono proprio quando, prima di entrare la porta di quell’ospedale, la madre richiama la figlia, ormai libera di vivere la sua vera storia d’amore: “Cristiana!! Guarda che non ho mica cambiato idea su te e Marco! Per me stai facendo un’altra fregnaccia!!”. Anche questa volta mi rivolgo a voi, voi che state leggendo questo mio ricordo. Prendetevi dieci minuti. Vabbè, cinque. Aprite questi link e ascoltate questi brani. Riguardate un pezzo di questo film. Non sono le canzoni del secolo, e il film non è il capolavoro del cinema italiano.  Hanno però qualcosa da raccontare. Perché NOI abbiamo qualcosa da raccontare. Da ricordare. A noi stessi. E a volte basta poco. Qualche nota, una storia, un amore tra un elettrauto e una principessa. E ci ritroviamo improvvisamente a chiudere gli occhi. A pensare. A sorridere.  https://m.youtube.com/watch?v=vna5GImB8OQ

https://youtu.be/77ZSKtGRlmA

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