Dark Light

Ci sono anche due piccoli pacchetti sotto l’albero di Natale. Quello con la carta rossa l’ho comprato l’anno scorso. L’altro, quello con la carta verde, l’ho preso stamattina. Dentro ci stanno le classiche palle di vetro, quelle che se le giri scende la neve. Quelle che ti regalavo ogni anno e che ti piacevano tanto. Due pacchetti. Come i Natali senza di te. Stanno sotto quell’albero. E mi fanno compagnia. Li guardo, e mi ricordo che domani è Natale. Tutto di corsa, come ogni anno. Spesso il lavoro mi porta un po’ a questo. A far sapere agli altri che è Natale. E a forza di scriverlo, si rischia di darlo per scontato. Arriva, e nemmeno me ne accorgo. Finché non mi fermo un istante e prendo coscienza di quello che ho attorno. Mi rendo conto che è davvero Natale solo il giorno della Vigilia. Quando tutto rallenta. Anche la nostra vita. Succede ogni pomeriggio del 24 dicembre. Quando l’aria cambia. E sa di casa. E ritrovo un po’ del mio Natale nelle persone e nelle cose che ho attorno. È il momento in cui rallento, mi fermo e faccio caso a quelle cose. Anche quelle che apparentemente sembrano le più banali. E allora ritrovo un po’ del mio Natale in quella musica che in filodiffusione da giorni si sente anche da casa mia. Ritrovo un po’ del mio Natale in quella busta della spesa, rossa, con sopra scritto Buone Feste, proprio come quelle che portavi a casa tu, in questo periodo, quando andavi a fare la spesa da Fernando a via Mazzini. O in quella tovaglia beige, con le campanelle rosse, gli alberi e i pan di zenzero che per anni hai messo sempre sulla tavola di casa. Quella tovaglia, che dall’anno scorso è sulla tavola di casa mia, come sempre, il giorno di Natale. Ritrovo un po’ del mio Natale nello sguardo di mia figlia, quando, divertita, sbircia dentro il sacchetto dei numeri della tombola, o quando canta per la millesima volta Girotondo di Natale. O quando vuole a tutti i costi mettere a Mojito il cerchietto con le corna della renna. Ritrovo un po’ del mio Natale in quelle canzoni che ogni anno ascolto in questo periodo. Sempre le stesse. Lo ritrovo in un freddo pomeriggio di dicembre, in uno di quei tramonti che sembrano avere una luce diversa. Ritrovo un po’ del mio Natale in quegli appunti, impressi nella mia mente, mentre torno a casa in questi giorni, pensando proprio a questo racconto da scrivere. Lo ritrovo in una gelida domenica di inverno, in quel raggio di sole che arriva mentre faccio l’ultimo passo prima di arrivare sulla cima di quella montagna. Lassù, dove ho scelto di leggere proprio quei racconti sul Natale de ‘na volta. Lassù, davanti quella croce, dove il cielo sembra più vicino. Un po’ del mio Natale è in quella pace, che mi sforzo di cercare, ma che solo poche volte riesco a trovare. Il mio vero Natale è in quelle palline con la neve che scende. Quelle che continuo a regalarti e a mettere sotto l’albero. Il mio Natale è lì dentro. Dentro quella bolla d’acqua. Come uno di quei fiocchi. In mezzo a quella neve. Che scendeva. E tu sorridevi. Che continua a scendere. E tu sorridi. Buon Natale.

Cristina Pallotta

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