Se chiudo gli occhi e ascolto il cuore, riesco a recuperare quella forte emozione di quando mio padre si metteva seduto al suo posto a Natale.
Avrebbe letto la mia letterina…
La vigilia di Natale è sempre stata a casa dei miei nonni materni, Giggetto e Maria, due nonni rustici e di vecchio stampo. Eravamo in otto. Avevo delle certezze legate al Natale, non sarebbero mancati anguilla allo spiedo cucinata con amore e pazienza da mio padre, i carciofi fritti dorati della nonna, il baccalà sfilettato arrostito alla brace della sua stufa a legna e i mitici maccheroni con le noci di mia madre.
Arrivavamo con largo anticipo a casa dei nonni a San Martino, si preparava tutto senza badare troppo alla forma ma solo alla sostanza. Io giravo intorno alla tavola inquieta, sperando di riuscire a capire dove si sarebbe seduto mio padre. Con la complicità di mia madre mettevo questa letterina sotto al suo piatto e aspettavo.
Lui si sedeva, lentamente, facendo finta di non notare quella busta che sapeva lo avrebbe atteso anche per quel Natale. Parlava, rideva e con la coda dell’occhio mi guardava e si divertiva a vedermi agitata.
Io stavo male, ma non potevo tradire la promessa fatta alla mia maestra: “mi raccomando bambini, non dimenticate di mettere la vostra letterina sotto al piatto”; e io, che amavo alla follia quella maestra, ubbidivo e con il cuore che stava morendo, adempivo al mio dovere.
E così arrivava il momento della lettura, io mi nascondevo, non riuscivo a sentire le parole di mio padre… aspettavo solo che finisse e mi chiamasse per il mio abbraccio di Natale.
Che darei per poter consegnare la mia letterina e provare quelle emozioni ancora una volta.
Sono felice che, già adulta, in occasione di quello che sarebbe stato l’ ultimo Natale trascorso con mio padre, ho scritto letterine a tutti i miei familiari… compreso lui, semplicemente per dire “grazie e ti voglio bene”.
Dovremmo cogliere il Natale come occasione per fermarci e goderci i nostri affetti più profondi… solo chi vive la mancanza conosce questa verità.
Francesca Sanna